I Campi Elettromagnetici

I Campi Elettromagnetici

I campi elettromagnetici sono provocati dalla presenza sul territorio di elettrodotti (basse frequenze), impianti radiotelevisivi e di telefonia mobile (alte frequenze); la normativa nazionale prevede limiti di esposizione.

Lo sviluppo elevato delle telecomunicazioni negli ultimi anni ha evidenziato, maggiormente, il problema relativo all’inquinamento elettromagnetico e la consequenziale esigenza della protezione sanitaria dell’uomo nonché la salvaguardia dell’ambiente. I nuovi studi sull’interazione bioelettromagnetica valutano come un campo elettromagnetico possa interagire con un sistema biologico, quanta energia viene assorbita in esso e la ricerca di conseguenze fisio-patologiche. In assenza di risultati scientifici definitivi, il legislatore, in materia di inquinamento derivante da elettromagnetismo, ha emanato una normativa tra le più severe e più cautelative rispetto a quelle previste in altri Paesi, anche se recente.

L’esposizione della popolazione per tempi prolungati in prossimità di impianti di telefonia cellulare, radiovisivi e di campi elettromagnetici, diventa una tematica che deve essere monitorata in riferimento al fatto che vi è un aumento dell’attivazione dei ripetitori. Le radiazioni elettromagnetiche possono essere distinte, a secondo delle sorgenti, in bassa ed alta frequenza. La prima tipologia riguarda gli elettrodotti, sorgenti domestiche come gli elettrodomestici più in uso ed apparecchiature elettromedicali. La seconda, invece, cellulari, stazioni radio base, ripetitori radio e TV. Mentre le prime inducono correnti elettriche che possono perturbare l’equilibrio elettrico naturale, le sorgenti ad alta frequenza hanno come effetto il fenomeno dell’innalzamento termico.

Per l’elaborazione di questo capitolo mancano dati completi relativi agli elettrodotti, mentre per quanto riguarda le stazioni radio base si dispone di dati storici relativi ad uno studio specifico realizzato nel comune di Castrovillari tra i mesi di novembre 1999 e febbraio 2000, dati più recenti con il progetto nazionale “Rete di monitoraggio ambientale dei campi elettromagnetici” realizzato in collaborazione con l’ArpaCal e promosso dal Ministero delle Comunicazioni e dalla Fondazione Ugo Bordoni, nonchè di quelli rilevati con una campagna di misurazione specifica da aprile ad ottobre 2007.
Sorgenti comuni di campi elettromagnetici sono rappresentate da linee elettriche, cablaggi per la fornitura di corrente ad uso domestico, apparati per telecomunicazione e diffusione radiotelevisiva, telefoni cellulari e relative stazioni radio base. La valutazione dei potenziali rischi dei campi elettromagnetici è però gravata di parecchie incertezze.

Info sull'autore

admin administrator