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I rifiuti

Il problema dei rifiuti nel corso degli ultimi anni ha assunto grande rilevanza sia sotto l’aspetto qualitativo sia quantitativo. Su base nazionale, il D.lg. n°22/97 (il cosiddetto “Decreto Ronchi”) prima ed il nuovo decreto 152/2006 il cosiddetto “nuovo codice dell’Ambiente” hanno impresso una notevole spinta verso il sistema di differenziazione dei rifiuti, cercando di coinvolgere tutti i soggetti del sistema presenti sul territorio, ed ha altresì individuato lo smaltimento come la forma più residuale possibile. Il problema dei rifiuti viene affrontato nella sua globalità: riduzione della quantità di rifiuti alla fonte, spinta al riutilizzo, riciclaggio e al recupero energetico in modo da avviare in discarica solo quei rifiuti per i quali non è possibile altra ipotesi.
Il sistema dei rifiuti del Comune di Castrovillari risente di ciò che avviene su base Regionale, con lo “stato di emergenza e di crisi socio- economico- ambientale del settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani”. Così come in tutta la Calabria, infatti, la gestione dei rifiuti del Comune di Castrovillari si svolge sostanzialmente tramite il conferimento dei rifiuti indifferenziati in discariche; molti i casi di smaltimento abusivo che necessitano di essere censiti e in maggior misura contrastati, molte le discariche esistenti sul territorio da chiudere e bonificare.

Monitoraggio Chimico – Fisico – Biologico

Tale indicatore ha lo scopo di effettuare un’analisi dei parametri rilevati riguardanti le concentrazioni medie annue o periodiche di inquinanti, considerando come riferimento i valori limite attualmente in vigore in Italia, in particolare quelli di cui al D.M. n. 60 del 2 Aprile 2002 che ha recepito le Direttive Europee 1999/30/CE e 2000/69/CE concernenti i valori limite di qualità dell’aria per il biossido di zolfo, azoto, ossidi di azoto, le particelle, il piombo, il benzene ed il monossido di carbonio. Relativamente all’ozono sono stati utilizzati come riferimenti i valori limite in vigore dal recepimento della Dir. 2002/3/CE con eventuali scostamenti dai limiti di legge. Gli inquinanti primari che si producono nei processi di combustione sono il monossido ed il biossido di carbonio, gli idrocarburi, gli ossidi di azoto, gli ossidi di zolfo, le polveri sottili. Gli ossidi di carbonio costituiscono il prodotto di combustione di tutti gli idrocarburi.

Il biossido di carbonio (CO2), innocuo per l’uomo, ma responsabile – anche se non unico – del cosiddetto “effetto serra”, costituisce il prodotto finale di ogni ossidazione di sostanza organica. Il monossido di carbonio (CO) è un composto instabile nei confronti del biossido, che si forma come intermedio di reazione. In un processo teorico di combustione, in presenza di un eccesso di ossigeno, il monossido di carbonio dovrebbe scomparire completamente.

Tuttavia, l’ulteriore ossidazione dell’ossido di carbonio a biossido può non avvenire in maniera totale quando la temperatura di reazione non è particolarmente elevata o quando il tempo di contatto tra questo inquinante e l’ossigeno non è sufficiente. Come tutti gli inquinanti primari, il monossido di carbonio raggiunge valori massimi nei mesi invernali quando all’inquinamento industriale e da traffico si aggiunge quello dovuto alle caldaie ad uso domestico.Gli ossidi di azoto, tra i quali predominano il monossido NO ed il biossido NO2, si formano come sottoprodotti delle reazioni di combustione dalla combinazione dell’azoto e dell’ossigeno dell’aria. In fase di reazione si forma quasi esclusivamente il monossido che, in seguito, si converte in biossido; per questo motivo, viene considerato da alcuni come inquinante secondario. Poiché l’azoto è un gas poco reattivo, la combinazione tra lo stesso e l’ossigeno è favorita nei casi in cui si raggiungono temperature estremamente elevate. Il monossido d’azoto ha una modesta tossicità mentre molto più tossico è il biossido di azoto, avente potere irritante e corrosivo, che in presenza di umidità porta alla formazione del corrispondente composto acido (HNO3 – acido nitrico). Gli ossidi di azoto giocano un ruolo determinante nella produzione e distruzione dell’ozono e, in generale, nella formazione dello smog foto-chimico.

Il biossido di zolfo (SO2) si forma nei processi di combustione per ossidazione dello zolfo, presente, sotto varie forme, in tutti i combustibili fossili.

Il triossido si forma per successiva ossidazione del biossido. Questo ultimo, che per reazione con l’acqua produce acido solforico, è la causa principale delle piogge acide; gli effetti sull’uomo si localizzano a livello delle mucose delle prime vie respiratorie e con manifestazioni d’irritazione alla gola ed agli occhi. Le polveri sospese sono una serie eterogenea di sostanze corpuscolari solide, di varia natura; esse possono avere origine naturale (es. pollini, sabbie) oppure antropica, rilasciate direttamente da cicli produttivi. Le fonti principali sono comunque il traffico e gli impianti termici, sia industriali che civili. I danni alla salute nell’uomo dipendono dalle dimensioni delle particelle; quelle indicate convenzionalmente come PM10 (con diametro inferiore a 10 micron) sono conosciute anche come “polveri respirabili” ossia quelle che, per ridotte dimensioni, possono superare la barriera delle prime vie aeree causando un effetto di ostruzione delle vie respiratorie profonde. La loro pericolosità è aumentata dalla possibile presenza nelle stesse di sostanze tossiche (es. piombo, cadmio, mercurio, idrocarburi policiclici aromatici). Il Decreto Ministeriale n. 60 del 2 aprile 2002 stabilisce per il PM10 un valore limite pari a 40 microgrammi/metrocubo come media giornaliera. I dati disponibili sono stati ottenuti attraverso il monitoraggio continuo di una postazione fissa e mediante una campagna di rilevamento della qualità dell’aria effettuata con un laboratorio mobile.

L’ Aria

L’inquinamento atmosferico può essere definito una modifica dell’ambiente; difatti, la presenza di una o più sostanze in quantità ed in qualità tali da poter alterare le normali condizioni ambientali costituiscono un pericolo diretto o indiretto per la salute dell’uomo. L’emissione di gas in atmosfera, principale sorgente di inquinamento, deriva da due diverse tipologie di sorgenti, classificabili a seconda della loro natura di origine naturale e di origine antropica.
Per quanto riguarda le emissioni di origine naturale nel territorio del Comune di Castrovillari facciamo riferimento a situazioni come incendi e processi biologici di degradazione della sostanza organica. Per quanto riguarda le attività antropiche, di gran numero maggiori rispetto alle prime, consideriamo, invece, le attività produttive industriali, artigianali e di servizio, processi di combustione come il riscaldamento e di trasporto come il traffico veicolare.
La principale e significativa attività industriale a cui riferirsi è la Società Italcementi, con uno stabilimento per la produzione di cemento nella zona Nord Est della Città di Castrovillari. Per quanto riguarda la qualità dell’aria, esiste un sistema di monitoraggio su tutto il territorio, strutturato sia con una rete fissa sia con attività di controllo periodico. Una rete fissa di rilevamento della qualità dell’aria non è stata presente fino al mese di settembre 2006, data in cui il Comune di Castrovillari, insieme alla Società Italcementi ed all’Arpacal, ha sottoscritto una convenzione per l’installazione di una centralina allo scopo di monitorare la qualità dell’aria nel centro abitato della città.

RELAZIONI QUALITA’ DELL’ARIA:

Relazione Qualità dell’aria Anno 2008

Relazione Qualità dell’aria Anno 2010

Relazione Qualità dell’aria Anno 2011

Relazione Qualità dell’aria Anno 2012

Relazione Qualità dell’aria Anno 2013

Relazione Qualità dell’aria Anno 2014

Relazione Qualità dell’aria Anno 2015

Relazione Qualità dell’aria Anno 2016